Critica

                        

I COLORI, LE FORME E…. LE PAROLE


Longhi è un’ artista che per la sua età potrebbe essere indicato, banalmente, come esordiente – dico “banalmente” perché nell’arte o si sa raccontare o non lo si sa. Indipendentemente dall’età anagrafica.L’artista milanese, opera nel campo dell’informale materico, alla Burri per intenderci, ma con forti accenni alla contemporaneità: esibisce opere che volontariamente confluiscono in significati criptici, simbolici, che fanno assonanza con la ricerca emozionale di scorci intimi, reazioni a quel genere di prorompente cultura dissacrante dell’appiattimento. L’arte  di Longhi è una poesia, paradossalmente, visibile: la poesia delle cose nascoste che si assaporano intuendone le profondità celate tra le pieghe e gli screzi della sua concezione materica; accomuna ai tocchi luminosi del colore immagini calibrate ai sentimenti espressi e “impacchettati”, quasi a dire: “apri e scopri se sei interessato veramente”. E cosa è se se non una ricerca di emozioni, versi composti non da segni grafici ma da sovrapposizioni strutturali e inclusioni che Longhi traduce in emozioni che vibrano tra aspri e acuti sentieri cromatici, tra soluzioni concettuali di spessore  e del rincorrersi di “versi colorati”, che possono apparire come gentili “tocchi di pennello” guidati da una mano che non si stanca di narrare l’inenarrabile: l’animo degli individui con tutti i suoi risvolti nascosti, vibranti come lo sa essere la lirica di chi si “impasta” le mani nella creatività.


6 dicembre 2004                                                        


Antonio DAL MUTO

© Lorenzo Longhi 2018